Il commercio tra i Paesi dell’Asia Centrale e quelli del Consiglio di Cooperazione del Golfo GCC ha raggiunto nel 2024 i 3,3 miliardi di dollari, segnando una crescita di oltre 4 volte rispetto al 2020. Lo rivela un recente rapporto della Banca Eurasiatica di Sviluppo che evidenzia un forte consolidamento dei legami economici tra queste due aree.

I paesi del GCC—Bahrein, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Oman e Arabia Saudita—sono diventati partner commerciali fondamentali per l’Asia Centrale.

Tra questi, il Turkmenistan è il principale partner commerciale del Paesi del Golfo, con 2 miliardi di dollari, pari al 61% del volume totale degli scambi. Seguono l’Uzbekistan con 740 milioni di dollari (23%) e il Kazakistan con 302 milioni di dollari (9%).

Il Turkmenistan ha registrato un aumento di 9,9 volte degli scambi, il Kirghizistan un incremento di 9,5 volte, e l’Uzbekistan una crescita di 8,1 volte, dimostrando l’espansione rapida dei legami economici.

Per il Turkmenistan, il commercio con il Golfo rappresenta circa il 10% del suo volume totale di scambi esteri, una quota significativa rispetto all’1% del Kirghizistan e a meno dell’1% per gli altri paesi dell’Asia Centrale.

L’espansione delle relazioni tra Golfo e Asia Centrale crea una nuova direttrice commerciale che può diventare strategica anche per il Made in Italy, offrendo accesso facilitato a due mercati regionali in crescita.

La Banca di Sviluppo Eurasiatica prevede una crescita continua di questa partnership, tra le due aree, con un potenziale commerciale non ancora realizzato stimato  4,9 miliardi di dollari, pari a un ulteriore 150% rispetto al volume attuale.