Nel periodo gennaio-luglio 2025, l’Azerbaigian ha intrattenuto rapporti commerciali con 169 paesi, esportando in 111 e importando da 162.
A renderlo noto è il Comitato di statistica nazionale che evidenzia come il volume del commercio estero del paese nel periodo gennaio-luglio 2025 è ammontato a 28.187,3 milioni di dollari americani. Di questi, 14.572,5 milioni di (pari al 51,7%) hanno riguardato le esportazioni, mentre 13.614,8 milioni (48,3%) le importazioni, con un saldo commerciale positivo di 957,7 milioni. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il volume del commercio estero è aumentato del 7,4%, le importazioni sono aumentate dell’1,2%, mentre le esportazioni sono diminuite del 9,6%.
Nel periodo gennaio-luglio 2025, le esportazioni di prodotti non petroliferi e non gassosi hanno raggiunto i 2.088,0 milioni di dollari, con un aumento dell’11,4% .
Secondo i dati del Comitato statale delle dogane, il 26,0% del commercio estero del paese è stato realizzato con l’Italia, l’11,7% con la Turchia, il 10,6% con la Russia, l’8,7% con la Cina, il 3,1% ciascuno con Germania e Regno Unito, il 2,6% con gli Stati Uniti, il 2,1% con la Repubblica Ceca, l’1,8% con il Kazakistan, l’1,6% ciascuno con Georgia, Bulgaria e Croazia, l’1,5% ciascuno con Grecia, Romania e Svizzera, l’1,4% con il Portogallo, l’1,3% con l’Australia, l’1,2% con l’Iran, l’1,0% ciascuno con Ucraina, Messico e Sudafrica, lo 0,9% con l’Uzbekistan e il 13,2% con altri paesi.
Il 47,3% delle esportazioni è stato diretto in Italia, il 13,2% in Turchia, il 4,7% in Russia, il 3,6% nella Repubblica Ceca, il 3,0% in Bulgaria e Croazia, il 2,7% in Grecia, il 2,5% ciascuno in Romania, Germania, Portogallo e Georgia, l’1,6% in Svizzera, l’1,4% nel Regno Unito, lo 0,9% nei Paesi Bassi, l’1,1% in Irlanda ed il resto in altri paesi.
Nella struttura delle esportazioni di prodotti non petroliferi e non gassosi, le quote principali sono state: Russia (34,3%), Turchia (16,3%), Georgia (8,8%), Svizzera (8,9%), Ucraina (5,3%), Emirati Arabi Uniti (3,0%), Kazakistan (2,9%), USA (2,0%), Bielorussia (2,2%), Turkmenistan (1,7%), Uzbekistan (1,7%), Italia (1,2%), Cina (1,1%).
Nel valore totale dei beni importati, le quote principali sono state: Cina (18,0%), Russia (17,2%), Turchia (10,1%), USA (5,3%), Regno Unito (4,9%), Germania (3,8%), Kazakistan (3,4%), Australia (2,7%), Iran (2,5%), Italia (2,2%), Messico e Sudafrica (2,0% ciascuno), Uzbekistan e Brasile (1,7% ciascuno), Giappone (1,6%), Corea (1,5%), Bielorussia (1,4%), Svizzera (1,3%), Ucraina (1,2%), Canada e Francia (1,1% ciascuno), Spagna e India (1,0% ciascuno), e altri paesi (11,3%).
Nel periodo gennaio-luglio 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le esportazioni dei seguenti principali prodotti non oil sono aumentate: frutta fresca +41,8%, verdura fresca +14,8%, zucchero +66,6%, patate +46,8%, sigarette +7,7%, oli vegetali +26,5%, tè +7,9%, fertilizzanti minerali +10,0%, polietilene +15,6%, alluminio non lavorato +19,1%, clinker di cemento +28,0%, filato di cotone +28,2%, tubi di metalli ferrosi +24,0%.
Rispetto a gennaio-luglio 2024, le importazioni non oil nel periodo gennaio-luglio 2025 sono aumentate come segue: grano +40,3%, burro, altri grassi e paste casearie +3,6%, zucchero grezzo +21,4%, cioccolato e prodotti a base di cioccolato +0,9%, patate +20,2%, verdura fresca +34,0%, sigarette +4,2 volte, automobili passeggeri +26,1%, acciaio laminato +5,1%, condizionatori d’aria domestici +20,0%, pneumatici in gomma +10,2%, mobili +0,2%, barre di metalli ferrosi +21,2%, polietilene +10,4%, lavatrici +6,8%, autobus +2,3 volte, frigoriferi domestici +21,7%.


